TARI e Affitto: chi paga e quanto su immobili vuoti o sfitti

Vediamo di capire chi, quanto e come comportarsi per il pagamento della TARI in caso di affitto o locazione di immobili residenziali e non per evitare di incorrere in sanzioni anche nel caso in cui le parti si siano messe d’accordo nel contratto di accollarsi tutta la propria quota sia esso il locatore – proprietario dell’immobile sia il locatario inquilino.

Cosa ci dice la norma a proposito della Tari in caso di locazioni immobiliari

Come avrete avuto modo di leggere nella guida al pagamento della TARI questa tassa è dovuta a chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani (articolo 1, comma 642 Legge 147).

La TARI quindi non grava sul proprietario ma grava sul conduttore dell’immobile ossia sull’inquilino generalmente ma attenzione perchè sono stati stabiliti dei requisiti al di fuori dei quali il pagamento resta in capo al proprietario.

Nella prassi può capitare che le parti si mettano d’accordo che nel canone siano ricomprese anche le eventuali spese per imposte, tasse simili tra cui anche la TARI tuttavia è necessario stare attenti a disciplinare questi comportamenti in quanti eventuali patti in tal senso espongono a due tipi di problemi.

Se supponiamo è stato deciso che le imposte di registro per la registrazione del canone di locazione siano a carico di solo una delle parti non importa in quanto la registrazione, seppur obbligatoria grava su entrambi solidalmente per cui non sarà un problema per il fisco da chi proviene il pagamento. Il soggetto che paga libera l’altro ed il mancato pagamento farà scattare le sanzioni su entrambi in modo solidale.

Nel caso del pagamento della TARI le parti non sono solidalmente responsabili del pagamento del tributi per cui l’agenzia delle entrate o il comune che notificheranno un eventuale avviso di accertamento al proprietario dovranno provare che questi sia l’effettivo debitore obbligato.

A questa considerazione si deve aggiungere anche un’altro elemento introdotto dall’art. 643 della Legge di Stabilità 2014 nel quale si disciplina che per contratti di durata inferiore ai 6 mesi la Tari deve essere pagata dal proprietario di casa ma si può anche scegliere l’addebito forfettario della quota all’inquilino nel canone di locazione. Questa considerazione deve chiaramente essere espressa all’interno del contratto altrimenti vale la disciplina generale.

Inoltre per i contratti di locazione che durano più di 6 mesi l’obbligo di pagare la Tari è sempre a carico dell’inquilino.

Alcune parti tuttavia indipendentemente dalla durata si accordano nel senso di ricomprendere nel canone anche la quota della TARI indipendentemente dalla durata del contratto. Stante la necessaria esplicazione di questo accordo all’interno del contratto questa clausola è molto importante in quanto il Comune o l’agenzia delle entrate notificheranno eventuali accertamento sempre all’inquilino.

Potrebbe esserci il caso che l’agenzia delle entrate reclami il pagamento al proprietario quindi solo nel caso di contratti temporanei anche se considero remota questa ipotesi. Laddove si presentasse basterebbe opporre il contratto registrato all’agenzia delle entrate per richiederne l’annullamento in autotutela.

Ne caso della TARI quindi il problema si presenta ed è duplice:

  • Da un lato il soggetto che non ha versato la tassa sarà soggetto a sanzioni (situazione comunque rimediabile grazie al ravvedimento operoso che sarà necessario per ridurre le ben più salate sanzioni o multe che salirebbero al 30 per cento in caso di accertamento fiscale);
  • Dall’altra il soggetto che ha pagato si troverebbe ad aver corrisposto una somma maggiore all’erario dovendola invece richiedere a rimborso con una apposita istanza da presentare al Comune dove è situato l’immobile.

L’unica possibilità per evitare le sanzioni sarebbe quella di invocare il successivo passaggio normativo che recita: “In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria”, tuttavia devo dire non so se il riferimento alla parola detentore possa riferirsi a proprietario e inquilino. Laddove questa posizione potesse essere accolta allora il pagamento del proprietario libererebbe l’inquilino.

Tuttavia resto al momento dell’avviso che la previsione contrattuale o anche un semplice accordo verbale che fa ricadere su un soggetto il pagamento del tributo non libera l’altro e non ha effetti giuridici in quanto per il fisco siamo soggetti distinti con una autonomo obbligazione tributaria per cui anche in caso di accertamento vi dovrete trovare a pagare,anche se un passaggio in Comune lo farei ugualmente.

In conclusione nel caso di omesso o mancato pagamento da parte dell’inquilino che non paga l’imposta sulla spazzatura il proprietario di casa non è coobbligato per cui il Comune non può richiedere alcunché al proprietario.

Approfondimenti: www.tasse-fisco.com

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