Gli scienziati guardano alla crosta terrestre per far progredire in modo sicuro la tecnologia fotovoltaica

Lo sviluppo di tecnologie fotovoltaiche (FV) prive di materie prime essenziali è di grande rilevanza per l’Europa. Un team finanziato dall’UE sta sviluppando una tecnologia che evita l’uso di tutti gli elementi identificati dalla Commissione europea come materie prime essenziali.

Il progetto STARCELL è stato creato per promuovere lo sviluppo di una tecnologia FV a pellicola sottile basata esclusivamente su materiali che sono abbondanti nella crosta terrestre. Si tratta di un’impresa fondamentale in quanto le principali soluzioni fotovoltaiche disponibili sul mercato contengono almeno un elemento che la Commissione europea considera come a elevato rischio di approvvigionamento, ossia una materia prima essenziale. L’indio, ampiamente utilizzato nell’industria dei semiconduttori e nella produzione di rivestimenti, è uno di questi elementi. Il progetto si unisce alle principali istituzioni in Europa in prima linea nello sviluppo di questa tecnologia.

Insieme a partner provenienti dal Giappone e dagli Stati Uniti, STARCELL sta lavorando «per identificare e risolvere i principali problemi fondamentali che attualmente limitano l’efficienza di conversione dei dispositivi a celle solari», riferisce il dott. Edgardo Saucedo, coordinatore del progetto. Agevolare il passaggio verso materiali a basso rischio di approvvigionamento I materiali designati appartengono a un gruppo di semiconduttori generalmente denominati kesterite e formati da rame, zinco, stagno, zolfo e selenio. Questi elementi sono considerati a basso rischio di approvvigionamento per l’Europa.

Approfondimenti: CORDIS EU

 

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