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Edilizia convenzionata

Edilizia convenzionata

L’edilizia convenzionata si riferisce a forme di accordi, tra pubblico e privato, che si innescano al fine di soddisfare le esigenze di determinate fasce sociali.

Edilizia convenzionata e requisiti necessari

L’edilizia convenzionata viene attivata da imprese di costruzioni o cooperative, che operano una convenzione con il Comune nel quale dovranno essere realizzati i lavori. Quest’ultimo poi individua delle aree finalizzate allo sviluppo urbanistico, che vengono espropriate e assegnate, attraverso un bando di concorso. Mentre le imprese di costruzioni sono tenute a rimborsare l’ente pubblico per i costi sostenuti per l’esproprio.

Per poter usufruire di queste agevolazioni esistono però come sempre delle condizioni da dover rispettare, che riguardano l’acquirente, il quale non deve possedere un altro appartamento all’interno del territorio comunale; deve essere residente o domiciliato nel Comune; e deve essere un cittadino italiano, della Comunità Europea, o comunque possedere un permesso di soggiorno valido.

Una volta che l’agevolazione è stata approvata, colui che ha proceduto all’acquisto ha ulteriori obblighi da rispettare, nel corso dei primi anni:

  • non poter vendere o affittare l’abitazione per un periodo di 5 anni.
  • trascorsi i cinque anni l’acquirente può affittare o vendere tenendo però presenti i termini di condizione dettati dalla convenzione.

È bene anche non confondere l’edilizia convenzionata con quella a “prezzi convenzionati”, che invece permette di diventare proprietario esclusivo dell’abitazione, con l’impossibilità di sviluppare attività speculativa per 20 anni successivi al momento dell’acquisto.

Differenze tra edilizia sovvenzionata e agevolata

Nell’edilizia sovvenzionata sono gli enti territoriali o lo Stato che si fanno totalmente carico delle costruzioni. In questo caso gli alloggi vengono assegnati alle famiglie più bisognose, praticando dei canoni di locazione in base alle condizioni economiche della famiglia e il numero di componenti che ve ne fanno parte. Le case possono essere sia di nuova costruzione, che acquistate e recuperate, al fine di poter poi stabilire delle graduatorie comunali, determinate in base a dei bandi di concorsi pubblici.

Mentre nell’edilizia agevolata è lo Stato che interviene al fine di favorire la costruzione di alloggi da destinare a prima casa, mettendo a disposizione dei contributi a fondo perduto. Così da concedere un mutuo agevolato, con una quota di interessi coperta dallo Stato stesso. Per questo tipo di intervento sono le stesse imprese di costruzione che si rivolgono agli enti territoriali o alle Regioni, per poter ottenere i finanziamenti necessari.

Infine, gli acquirenti per poter beneficiare dell’edilizia agevolata devono possedere la cittadinanza italiana; essere domiciliati nel Comune; non avere già ottenuto un’altra abitazione attraverso un contributo politico e non possedere un altro alloggio.

Infine non devono rientrare in una fascia di reddito che superi il massimo stabilito.

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